Terrore al Louvre

Photo by Manuel de Teffé

Sono al Louvre, in contemplazione di un quadro “minore” di Leonardo, solo in un corridoio senza vita. Al museo questo pomeriggio non è venuto quasi nessuno, forse sono tutti al ristorante, mentre io scorrazzo indisturbato tra i capolavori. Mi sembra di stare in una sequenza di un film di Kubrick, in un incrocio imprecisato tra Odissea e Shining. Quando a un certo punto si manifestano dietro di me due entità romane di età imprecisata dall’accento pariolino che si scambiano sciocchezze romantiche con imbarazzante nonchalance. Io sto studiando i cromatismi leonardeschi affascinato dal celeste del cielo quando sento che la donna si lamenta per un bacio un po’ troppo ruvido di lui. Nonostante gli sghignazzi che seguono rimango ben ancorato alla grandezza dell’opera. La donna fa la ritrosa e si lamenta del fatto che lui non si faccia mai la barba. Inizio a studiare l’incarnato dell’angelo quando l’uomo esclama: “CIF AMMONIACAL NON GRAFFIA!” E ridacchia greve. A quel punto, dopo 3 secondi di scarto e senza voltarmi, rispondo con voce solenne “CIF AMMONIACAL È POLVERE LIQUIDA!” La coppia ha un sussulto. Io non mi volto, anzi faccio un leggero passo in avanti. “Signore, ma lei è italiano?” Mi domandano preoccupati. Rimango a fissare il quadro impassibile, poi me ne vado senza voltarmi incedendo con passo sostenuto. “Signore ma lei è italiano” Ripete lei urlando. “CIF AMMONIACAL È POLVERE LIQUIDA!” Rispondo da lontano prima di svoltare su un altro corridoio. Penso di averli spaventati. Grande Kubrick, dirige film anche da morto.

Manuel de Teffé

GUERRA, PACE e studio

Questa settimana ho concluso il mio insegnamento all’accademia cinematografica DBIMA di Parigi e ringrazio i capi e gli studenti che mi hanno consentito di riversare la mia passione cinematografica in un contenitore che mi ha dato grande soddisfazione. Il cinema, questo miracolo. Non riesco a non pensarlo come miracolo perché non mi abituo all’idea che un immagine o un suono possa essere registrata divenendo così “eterna”. È un fatto che mi ha sempre stupito e che non cessa di destare la mia meraviglia. Mi ricordo un’interessante intervista fatta a un Bertulucci giovane che camminava per strada… al giornalista che gli domandava cosa gli interessasse cinematograficamente, Bertolucci rispondeva “tutto”, che qualsiasi cosa si muovesse destava in lui curiosità e interesse. Risposta basica ma che ci apre all’essenza del mondo drammaturgico.

Qualche settimana fa è iniziata un’ecatombe in Ucraina e mi tornano alla memoria tutti i racconti sconvolgenti di mia nonna Ersilia La Lomia, siciliana canicattinese stabilitasi a Roma per stare alla larga dalla criminalità organizzata locale. Sembra che il genere umano cada sempre negli stessi errori, non studiamo abbastanza la nostra storia. Speriamo

Manuel de Teffé

TEMPO D’esami

È dunque il secondo anno accademico di fila che insegno alla scuola cinematografica parigina DBIMA. Un onore spiegare “Storia del Cinema e Tecniche del Montaggio Cinematografico” nella culla della Settima Arte. L’anno scorso, quando mi fecero la proposta di docenza, stavo quasi per non accettarla, tanto il lavoro già mi assorbiva. Poi però mi sono smarcato dalla mia “indaffaratezza’ e ho deciso di tuffarmi in questa avventura, avrei dovuto “solo” riaggiornare un corso di “Regia e Montaggio” che avevo già tenuto in varie università, per ultima quella di Pavia.

È stata la prima volta che ho insegnato a distanza a una classe colma di studenti “mascherati”, causa protocolli anticovid. Tuttavia, questo tanto vituperato insegnamento a distanza, è andato clamorosamente bene. Un tempo arrivavo nelle università che mi chiamavano con una valigetta colma di VHS, poi fu la volta dei DVD, adesso ho le tab aperte su Google e non esisto più i tempi morti.

Percependo questa responsabilità di presentare 100 anni di Storia del Cinema in modo del tutto nuovo nella pesantezza di una fase di snervanti lockdown mai vissuti nella storia dell’uomo, mi sono rimboccato le maniche e ho cercato di riformulare quanto pensavo di sapere per “intrattenenere” i miei studenti e aiutarli a plasmare in loro una solida memoria di storia cinematografica. Ho messo subito a punto un nuovo metodo particolare di insegnamento che fondeva le mie esperienze precedenti con nuove acquisizioni didattiche… Ma mai mi sarei aspettato che il corso suscitasse tale entusiasmo.

Oggi, secondo anno accademico, abbiamo concluso la prima tornata di esami, scritti e orali. Constato sempre con meraviglia l’entusiasmo generale di fronte ai capolavori dimenticati delle epoche del Muto, del Neorealismo, della Nouvelle Vague… Sono passati più di cento anni da quando questo miracolo del cinema è iniziato, e l’aver disegnato una mappa originale che consente una navigazione spigliata tra i vari decenni è stata una delle gioie che mi ha consentito di attraversare in scioltezza questo clamoroso periodo pandemico. Insegnare, per segnare dentro, vuol dire anche rimettersi a studiare tutto ciò che già si pensava conoscere bene, per rielaborarlo in una nuova sintesi allineata alla nostra contemporaneità.

Incredibilmente, ogni anno, gli stessi film che abbiamo visto numerose volte sembrano assumere nuovi significati… Qualche volta abbiamo addirittura l’impressione di vederli per la prima volta. Ecco il miracolo dell’arte. Anche oggi a fine esame, sono rimasto sbalordito di fronte alla visione di 8 1/2 di Federico Fellini. L’ARTE, questa grande traghettatrice… Non immagino una vita senza…

Manuel de Teffè

Writer/Director

KINEFINITY MAVO EDGE – IL TEST

Lo scorso week end sono stato a Berlino per testare la fiammante Mavo Edge 8K della Kinefinity. La Kinefinity è una nuova casa cinese di cineprese digitali professionali che inizia ad imporsi sul mercato con macchine robuste, affidabili e di altissima qualità. Ringrazio Michel Juknat, Alexander Pannicke e tutto il team di Kinefinity Europa per la giornata di lavoro berlinese insieme a Tien Ma e Anastasia Stichnoth che ci hanno aiutato brillantemente ad eseguire un grande stress test su questa camera, che già si configura come una delle più potenti sul pianeta.

Kinefinity è anche il generoso sponsor tecnico del documentario “Caravaggio 8K” che girerò presto a Napoli, prodotto da Quinta Luce e Ludovica Rambelli Teatro. Ad maiora!

Manuel de Teffé in Berlin with Kinefinity

Manuel de Teffé

Casa

Reputo la fotografia un miracolo. Considero la possibilità di filmare un evento straordinario. Questa è Sabaudia, un’ora e mezzo da Roma. Uno dei più bei litorali esistenti al mondo dove ho abitato dai cinque ai sei anni, in una casa a 10 metri dalla riva, dove quando pioveva avevamo l’acqua in casa, ma per noi era pura avventura. Ieri, scouting for location, son tornato e ho ritrovato uno di quei tronchi che ricordavo da bambino, quando il mare faceva trovare queste sorprese di legno incagliate sulla spiaggia come oggetti misteriosi, che sembravano provenire da altri pianeti. La fascinazione che ha per me poter filmare e archiviare su pellicola ciò che vedo è inestimabile e sono grato a Dio per questo miracolo che mi fa sognare

Serata Monografica del canale Mediaset Cine34 dedicata a Anthony Steffen/Antonio de Teffé

Ringrazio il Gruppo Mediaset e particolarmente tutti a Cine34 Mediaset per la serata speciale monografica di oggi dedicata a Anthony Steffen/Antonio de Teffé, che vede alle 21:00 “Pochi Dollari per Django” dell’inossidabile Enzo Castellari, e a seguire alle 22:47 “Django il bastardo” del mitico Sergio Garrone, film scritto anche da mio padre. Grazie a tutti per il grande lavoro e questa serata storica. A più tardi!

Manueld e Teffé

Caravaggio 8K – L’arte perduta dei tableaux vivants

Sono felice di annunciare che dopo l’estate avrò l’onore di dirigere un film documentario storico sull’arte perduta dei “tableax vivants” eseguiti in modo esemplare e unico dalla compagnia Ludovica Rambelli Teatro. La compagnia, nota per il suo rigore artistico e una filosofia di lavoro e verità iniettate dalla compianta regista e drammaturga Ludovica Rambelli, non ha mai concesso interviste a nessuno e, benché corteggiata, ha fin’ora evitato tutti i vari inviti televisivi offerti. Ringrazio Dora De Maio, direttrice della compagnia, che mi ha scelto per la realizzazione di tale opera. Il titolo provvisorio del film documentario è “Caravaggio 8K: the living pictures”. Presto nuovi dettagli.

Manuel de Teffé

Il mio storyboard sulla sequenza del martirio in “For Greater Glory”

Storyboard di Manuel de Teffé

Ho appena finito tre mesi di intenso insegnamento alla scuola cinematografica DBIMA di Parigi. Il mio corso, che ormai ripropongo accademicamente per la quarta volta, ha come titolo “Storia e tecnica del montaggio cinematografico”. Ho dunque pensato di caricare sul mio blog questa sequenza di uno storyboard che disegnai anni fa per “For Greater Glory”, il film storico con Andy Garcia, Peter O’Toole ed Eva Longoria su una pagina buia della storia del Messico. Le musiche per lo storyboard furono composte dal maestro Gabriele Croci. Un film che mi vide 4 mesi alacremente impegnato nella scrittura dei trattamenti cinematografici per la New Land film. Avevo pronte le valige per andare a dirigerlo… tuttavia, molti passaggi della sceneggiatura che lessi (Non scritta da me per logiche di mercato statunitensi) non mi convincevano per via di una drammaturgia che strizzava l’occhio a vicende marginali e contorte. Lo spiegai al produttore e la regia passò al capo degli effetti speciali de “Le Cronache di Narnia”. Ferito, ma con la coscienza a posto. Tuttavia, lo feci negli anni successivi distribuire in Italia e in Francia: Il doppiaggio italiano della Fonoroma è geniale, oserei dire superiore all’originale. Se vi capita, vedetelo, vi farà apprezzare il significato più autentico della parola libertà. la sequenza illustra il martirio del bambino José del Rio, che ebbe un coraggio sconvolgente… Dove andare a pescare questa pagina storica quasi sconosciuta? Cliccate su Google la parola “Cristiada” e vi si aprirà un mondo…

Manuel de Teffé

Writer/Director

Insegnando a Parigi:

Teaching at Dbima

La Dbima di Parigi, una nuova Accademia di Cinema e Media organizzatissima, mi ha offerto l’insegnamento di un doppio corso: “Storia del Cinema ” e “Tecniche del Montaggio Cinematografico”. Grazie al Cielo, per ora le lezioni si tengono ovviamente online, Parigi mi vedrà appena la situazione Covid diventa sostenibile. Si tratta della mia quarta esperienza di docenza accademica, la prima in remoto. Un corso per l’università avanzato che ho messo a punto nel tempo e basato su un mio manuale che al momento opportuno vedrà la stampa. Questo lunedì mi sono dunque ritrovato davanti a uno schermo pieno di ragazzi mascherati e, sembrandomi tanti banditi pronti a rapinare un treno, la cosa mi ha molto divertito. L’ho anche trovata di buon auspicio, data la mia legacy western. E se putacaso mia figlia dovesse entrare vestita da giraffa proprio mentre sto presentando “Nascita di una Nazione” di Griffith, ho pronto un cappello alla Jamiroquai che mi metterò in testa per essere solidale con lei, e sdrammatizzare. Non sia mai che pensi sia meno importante della Francia.

Manuel de Teffé

Masterclass con David Lynch

Manuel de Teffé set con David Lynch

Avevo 19 anni e il liceo Pio IX mi aveva appena sfornato. Un giorno, diretto all’Accademia di Belle Arti dove studiavo tutto contento scenografia, il mitico autobus 62 apparve con ben 45 minuti di ritardo, mi caricò ma decise di non passare per Corso Vittorio Emanuele tagliando invece per il Lungotevere. Non so perché resistetti a tutto quel ritardo, poichè se c’era una cosa che non riuscivo a digerire era vedere la gente sforare anche di soli quindici minuti a un qualsiasi appuntamento. Ma quel giorno provvidenzialmente resistetti. All’altezza di piazza Navona vidi un riflettore gigante posizionato vicino al Bar Navona e scesi alla fermata successiva per andare subito a capire di cosa si trattasse. C’era Tonino Delli Colli, storico direttore della fotografia italiano che stava mettendo a punto la sua strategia di illuminazione, mi disse che l’indomani David Lynch avrebbe girato uno spot per la Barilla, come attori ci sarebbero stati Gerard Depardieu e Alessia Merz. E l’indomani, naturalmente, io ero già lì all’alba per chiedere a Lynch se potevo rimanere sul set e studiare il suo lavoro: mi regalò la masterclass con simpatia. Di slancio e con quella semplicità tipica dei grandi, il regista di Twin Peaks disse mi diede un sì deciso sembrando pure divertito dalla mia presenza. Passammo due giorni molto interessanti con Gerard Depardieu che si alzava dal bar per andare a soccorrere la gente che cadeva vicino a lui in bicicletta e a cucinare poi un piatto di spaghetti per “rincuorarla”. Quasi nel punto dove caddi io stesso in bici da bambino…La cosa mi sembrava incredibile. A contatto con Lynch, mi parve presto chiara subito una cosa: la differenza abissale tra i registi italiani che andavo via via conoscendo e questo americano. David, nella sua follia sognatrice era un uomo molto gentile e sereno, i nostri uomini romani dello spettacolo mi sembravano invece narcotizzati da un’inspiegabile sensazione di potere sulle vite degli altri. Poterino, non potere.

Grazie David per la quella libertà interiore che travasavi rendendo tutto leggero.

Manuel de Teffé