Incredibilmente, la Società Dante Alighieri di Düsseldorf ha voluto organizzare un festival vero e proprio attorno al mio romanzo, a giugno, a Düsseldorf… Sono profondamente grato alla presidente Beatrice Santini di aver colto il significato di “C’era una volta a Roma” e di aver intitolato il festival con il sottotitolo del mio libro: “ La Dolce Vita si tinge di West”. Per la prima volta, una pagina mai narrata del costume italiano prende il largo grazie anche a… Dante! Dante presenta Django… Bene, quello che vedete sotto è il poster del festival, che mi vedrà presentare il libro e tenere una masterclass sul western italiano. Ci saranno anche due proiezioni speciali, un seminario sulla scrittura, un concerto… veramente incredibile l’accoglienza che la Dante ha riservato all’opera. Grazie di cuore! Manuel de Teffé
Manuel de Teffé, Beatrice Santini, Giorgio Colangeli
Sabato 21marzo, per il romanzo C’era una volta a Roma, ho avuto l’onore di ricevere il Premio Italofonia 2026 della Società Dante Alighieri di Düsseldorf. Questo riconoscimento è stato un balsamo dell’anima per la profonda gratitudine che ho di essere italiano e per il privilegio di poter parlare, maternamente, una lingua così luminosa… fatto sul quale riflettevo proprio durante la scrittura del libro, durante la pandemia di qualche anno fa. Una serata straordinaria impreziosita dalle letture di Giorgio Colangeli, commovente sorpresa inaspettata e gradissimo regalo della Dante, e della valente giovane attrice Kim Scheele, che hanno letto in italiano e tedesco un brano tratto dal V capitolo del libro. Ma voi potete immaginare la gioia di uno scrittore che sente la sua scrittura interpretata e trasfigurata da un attore? No? Povate a immaginarlo allora… vale la pena!
Il ringraziamento principale va a Beatrice Santini, Presidente della Dante Alighieri di Düsseldorf, che ha avuto l’idea di un premio il cui socpo è diffondere la cultura italiana nel mondo, soprattutto attraverso opere di scrittori residenti fuori il Bel Paese. Ringrazio dunque il comitato della Dante Alighieri di Düsseldorf nella persona della dott.ssa Cecilia Casagni; la moderatrice della serata, la giornalista Daniela Bacchini; la Dante Global per tutto il supporto dato e al Festival “La Dolce Vita si tinge di West”, ispirato proprio al libro e che inizierà a giugno con tutta una serie di eventi imperdibili; l’ambasciatrice della Dante Global Sara Hauck; l’associazione Italia Altrove, l’Università Heinrich Heine Düsseldorf; il Consolato di Colonia; Il Centro Sergio Leone presente con il dott. Carlo Pepe; tutta la Radio Buonasera Düsseldorf, l’interprete Annamaria Bort e DULCIS IN FUNDO, Beatrice Fazi, apparsa sullo schermo con un saluto speciale… E a voi lettori, che vi siete stretti a me a fine serata per uno scambio umano indimenticabile: A TUTTI, BUON VIAGGIO NEGLI ANNI 60! Grazie a tutti! Manuel de Teffé
Enrica Bonaccorti, la signora della televisione italiana, è volata via. Ho un ricordo personale particolarissimo legato a lei. Dopo la pubblicazione del mio romanzo, portai uno scatolone di copie al mio agente Andrea Quattrini, negli uffici della sua Balthazar management a Roma. Poi, sapendo di avere nella stessa agenzia anche Enrica Bonaccorti, gli chiesi di regalargliene una copia… mi sembrava la cosa più logica da fare per omaggiare la grande signora della televisione italiana che avevo “sotto lo stesso tetto”. Quel giorno, prima di uscire dalla mia agenzia, presi dunque uno dei libri e scrissi una dedica ad Enrica, lasciandole dentro anche il mio biglietto da visita. Dopo circa un mese ricevetti una telefonata… era lei… La cosa mi diede molta gioia, perché fu inaspettata e le parole di lei fortissime: “Mi raccomando, e adesso devi farne qualcosa“… Quando, lo scorso dicembre vinsi due primi premi Sergio Leone con “C’era una volta a Roma” le scrissi un messaggio, avevo ancora il suo numero registrato, ringraziandola a distanza di tempo della bellissima telefonata ricevuta. E lei, a sua volta, mi ringraziò. Gesti luminosi. Brilla in pace cara Enrica, e ancora GRAZIE per la tua voce affettuosa. Manuel de Teffé
L’istituto Dante Alighieri di Düsseldorf, ha deciso di insignirmi del premio “Italofonia 2026”.
Il romanzo con la terza ristampa riprende il suo galoppo!
Ringrazio di cuore la presidente Beatrice Santini di questa onorificenza e di tutto ciò che sta mettendo in piedi a Düsseldorf questo giugno e che ruoterà attorno al romanzo…
Mi pervade una profonda gratitudine… La cerimonia di consegna organizzata nella sede della Dante Alighieri a Düsseldorf per il 21 Marzo avrà tra i lettori d’eccezione addirittura Giorgio Colangeli…
Un ringraziamento anche al comitato della Dante Düsseldorf, e alla Dante di Roma per l’attenzione e il riguardo avuto per “C’era una volta a Roma” e per la sponsorizzazione dei tutto il progetto di giugno…
Ci sono momenti che segnano un prima e un dopo nella vita di un regista. Per me, quel momento ha il profumo del caffè di una mattina presto a Caserta e il suono dei walkie-talkie che gracchiano il mio nome tra i corridoi di una Reggia trasformata nel palazzo di Naboo. Era il 1997. Avevo 20 anni, tanta fame di imparare e una notizia che mi faceva vibrare: George Lucas era in Italia per girare Star Wars: Episodio I – La Minaccia Fantasma.
Non c’era internet come lo conosciamo oggi. Per capire come muovermi, feci l’unica cosa possibile: comprai ogni singolo quotidiano nazionale. Studiai gli articoli, cercai tra le righe i nomi dei produttori, dei responsabili, di chiunque facesse parte della macchina organizzativa.
Armato di un nome (un line producer scovato tra le cronache) e di un biglietto del treno, arrivai a Caserta all’alba. Mi diressi dritto all’hotel più prestigioso della città. Sapevo che erano lì. Con la faccia tosta dei vent’anni, chiesi di parlare con il produttore. Pochi minuti dopo, mi ritrovai nella sala colazioni, circondato dall’immensa troupe del film. Fu lì che incontrai un ragazzo italiano della produzione. Gli chiesi, quasi con naturalezza, se fosse possibile seguire una sorta di “masterclass” sul set. Con mia enorme sorpresa, mi disse di sì.
“Lasciate passare Manuel de Teffé”
L’emozione vera arrivò davanti alla Reggia. Mentre salivo lo scalone monumentale, sentivo le guardie comunicare via radio:
“Lasciate passare Manuel de Teffé, lasciate passare Manuel de Teffé”.
Sentire il proprio nome rimbalzare tra la sicurezza di una produzione hollywoodiana è una sensazione che non si dimentica. Una volta dentro, la meraviglia: vedere George Lucas all’opera. Non ero lì per il glamour, ero lì per la tecnica. Osservavo come disponeva le luci, come muoveva le macchine da presa. Fu una rivelazione assoluta sulla velocità e sulla strategia visiva. In un momento di pausa, incrociai anche la giovanissima protagonista Natalie Portman. Io un gigante, lei uno scricciolo di talento immenso, ma la mia attenzione era tutta per la regia. Volevo caropire con gli occhi ogni segreto del mestiere.
Dopo pranzo, ebbi la fortuna di stringere la mano a George Lucas. Un saluto rapido, un complimento sincero. Quello che mi colpì profondamente, e che porto con me ancora oggi, fu la sua normalità. In quel periodo stavo scoprendo un paradosso: mentre molti registi e produttori italiani mi apparivano inavvicinabili, scostanti o perennemente in competizione, i giganti americani si dimostravano mentori naturali, aperti al dialogo e pronti a ispirare le nuove generazioni.Quella giornata a Caserta non è stata solo un bel ricordo; è stata la mia vera scuola. Quando anni dopo ho fondato la mia casa di produzione, Shineout, ho applicato ogni singolo insegnamento appreso su quel set, soprattutto nella realizzazione di video musicali…
La capacità di gestire la luce come uno stratega, la scioltezza nel risolvere i problemi e la velocità d’esecuzione nei tantissimi video musicali che ho diretto, derivano anche da quelle ore passate a osservare Lucas. Grazie, George. Per la masterclass involontaria e per avermi mostrato che, nel cinema, la grandezza va di pari passo con la generosità.
Manuel de Teffé, tra Romolo Guerrieri e Gianni Garko al Premio Sergio Leone
Il 15 dicembre 2005, nella libreria Notebook dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, con mia grande emozione ho ricevuto due primi premi al PREMIO SERGIO LEONE 2025 per il mio romanzo “C’era una volta a Roma”: uno per la sezione narrativa e uno per una sezione fuori concorso denominata MATRICE LEONE. Ringrazio il presidente di Ipermedia Carlo Pepe per le bellissime parole con le quali ha inaugurato questo importante premio multimediale e il direttore artistico Fabrizio di Priamo che ha curato il tutto con profonda attenzione. Siete davvero riusciti a organizzare un avvenimento culturale sorprendente, che sono certo crescerà nel tempo creando e promuovendo nuovi fermenti. Cosa dire? Sono ovviamente commosso e grato alla giuria per aver letto ben 500 pagine… E che cornice speciale! Che gioia potere avere accanto i grandi protagonisti di un’ epoca cinematografica così speciale… Quando poi ho ricevuto il PREMIO MATRICE LEONE, come tributo al grande Gianni Garko, presente in sala, ho improvvisato un numero da regista e ho deciso di chiamare al microfono questo leggendario attore che, in sella ai sui novant’anni (!!!) è saltato in piedi e ha interpretato davanti al pubblico e senza nessun indugio, la trama del libro! Ma cosa mi avete regalato cara giuria del premio e cari Carlo e Fabrizio! Quanto nuovi amici sta mettendo insieme quest’opera… opera che non avevo in programma ma che è divenuta provvidenzialmente il mio programma di scrittura durante i lockdown di qualche anno fa. Un pezzo di cuore saltato su un pezzo di carta… Perché questo è davvero “C’era una volta a Roma”! Buon anno a tutti e date sempre del vostro meglio!
A Pietrastornina, ormai da qualche anno, a inizio settembre si svolge un festival surreale dedicato al western italiano. Cultura, spettacolo e puro divertimento si susseguono in 4 giorni filati… bisognerebbe andare di persona per capire cosa accade e il livello di coinvolgimento di tutti! Quest’anno si è svolto tra il primo e il quattro di settembre. Un evento unico in Italia, dove il piccolo paese di Pietrastornina, in provincia di Avellino, si trasforma in un… villaggio western. Le iniziative sono varie e ben organizzate. Quest’anno ho partecipato con l’attrice romana Claudia Tosoni, che ha letto su un palco “Ultimatum a un attore”, il quinto capitolo di “C’era una volta a Roma”. Questo video ritrae un momento di divertimento, dove insceniamo una particolare rapina in un saloon… Manuel de Teffé – http://www.ceraunavoltaaroma.net
Uno dei libri più belli che io abbia mai letto. E ne ho letti tantissimi. Unico! Uno stile coinvolgente attraverso il quale i protagonisti prendono vita! L’autore è capace di farci sentire la loro voce, perfino i loro pensieri! Ci fa amare la loro estrazione sociale, le loro debolezze, ci fa innamorare dei loro caratteri. Avrei voluto non finisse mai! Non riesco a trovare le parole per dirvi quanto mi abbia coinvolto conoscere il percorso umano e professionale di questo protagonista. Antonio. Che grande amore è stata capace di dargli ANTONELLA, sua moglie! Un grande Uomo e la sua grande Donna. E poi tutti i personaggi che si intrecciano alla loro vita. Tutti protagonisti. Persone con le loro storie, le loro difficoltà, i loro traguardi raggiunti anche grazie all’aiuto reciproco. Ecco, anche questo mi ha colpito. Questa attenzione dell’autore nel dare una grande dignità ad ognuno dei personaggi descritti. Perfino alle comparse del film. E alla fine anche il mondo del Western, che avevo sempre snobbato, grazie ad Anthony Steffen ha cominciato a incuriosirmi. Questo libro è sorprendente, divertente, commovente. E dona speranza a chi aspetta ancora che nella propria vita possa accadere qualcosa di grandioso. Dovrebbero farlo leggere in tutte le scuole per infondere nei giovani il desiderio di diventare Grandi Uomini e Donne, riscoprendo il proprio talento e avendo più fiducia in sé stessi e negli altri. Grazie Manuel de Teffé per questo capolavoro che nel mio cuore è pari merito con l’Idiota di Dostoevskij e Moon Palace di Paul Auster.
Un ringraziamento all’editore Claudio Zamboni e allo staff del JESOLO JOURNAL per l’attenzione che hanno a me e al mio romanzo “C’era una volta a Roma”.