Caravaggio 8K – L’arte perduta dei tableaux vivants

Sono felice di annunciare che dopo l’estate avrò l’onore di dirigere un film documentario storico sull’arte perduta dei “tableax vivants” eseguiti in modo esemplare e unico dalla compagnia Ludovica Rambelli Teatro. La compagnia, nota per il suo rigore artistico e una filosofia di lavoro e verità iniettate dalla compianta regista e drammaturga Ludovica Rambelli, non ha mai concesso interviste a nessuno e, benché corteggiata, ha fin’ora evitato tutti i vari inviti televisivi offerti. Ringrazio Dora De Maio, direttrice della compagnia, che mi ha scelto per la realizzazione di tale opera. Il titolo provvisorio del film documentario è “Caravaggio 8K: the living pictures”. Presto nuovi dettagli.

Manuel de Teffé

Il mio storyboard sulla sequenza del martirio in “For Greater Glory”

Storyboard di Manuel de Teffé

Ho appena finito tre mesi di intenso insegnamento alla scuola cinematografica DBIMA di Parigi. Il mio corso, che ormai ripropongo accademicamente per la quarta volta, ha come titolo “Storia e tecnica del montaggio cinematografico”. Ho dunque pensato di caricare sul mio blog questa sequenza di uno storyboard che disegnai anni fa per “For Greater Glory”, il film storico con Andy Garcia, Peter O’Toole ed Eva Longoria su una pagina buia della storia del Messico. Le musiche per lo storyboard furono composte dal maestro Gabriele Croci. Un film che mi vide 4 mesi alacremente impegnato nella scrittura dei trattamenti cinematografici per la New Land film. Avevo pronte le valige per andare a dirigerlo… tuttavia, molti passaggi della sceneggiatura che lessi (Non scritta da me per logiche di mercato statunitensi) non mi convincevano per via di una drammaturgia che strizzava l’occhio a vicende marginali e contorte. Lo spiegai al produttore e la regia passò al capo degli effetti speciali de “Le Cronache di Narnia”. Ferito, ma con la coscienza a posto. Tuttavia, lo feci negli anni successivi distribuire in Italia e in Francia: Il doppiaggio italiano della Fonoroma è geniale, oserei dire superiore all’originale. Se vi capita, vedetelo, vi farà apprezzare il significato più autentico della parola libertà. la sequenza illustra il martirio del bambino José del Rio, che ebbe un coraggio sconvolgente… Dove andare a pescare questa pagina storica quasi sconosciuta? Cliccate su Google la parola “Cristiada” e vi si aprirà un mondo…

Manuel de Teffé

Writer/Director

We remember

Oggi, per “La Giornata della Memoria”, condivido alcune delle tavole che ho disegnato per l’opera “Le filastrocche della nera luce” di Giuseppe Manfridi. Opera che racconta l’olocausto in modo nuovo e terribile. Nuovamente in diretta stasera dal canale YouTube dell’ass. Araba Fenice. Manfridi, vide i miei storyboard e mi convinse a illustrare la sua opera nonostante una mia ritrosia iniziale. Per non dimenticare. Manuel de Teffé

Insegnando a Parigi:

Teaching at Dbima

La Dbima di Parigi, una nuova Accademia di Cinema e Media organizzatissima, mi ha offerto l’insegnamento di un doppio corso: “Storia del Cinema ” e “Tecniche del Montaggio Cinematografico”. Grazie al Cielo, per ora le lezioni si tengono ovviamente online, Parigi mi vedrà appena la situazione Covid diventa sostenibile. Si tratta della mia quarta esperienza di docenza accademica, la prima in remoto. Un corso per l’università avanzato che ho messo a punto nel tempo e basato su un mio manuale che al momento opportuno vedrà la stampa. Questo lunedì mi sono dunque ritrovato davanti a uno schermo pieno di ragazzi mascherati e, sembrandomi tanti banditi pronti a rapinare un treno, la cosa mi ha molto divertito. L’ho anche trovata di buon auspicio, data la mia legacy western. E se putacaso mia figlia dovesse entrare vestita da giraffa proprio mentre sto presentando “Nascita di una Nazione” di Griffith, ho pronto un cappello alla Jamiroquai che mi metterò in testa per essere solidale con lei, e sdrammatizzare. Non sia mai che pensi sia meno importante della Francia.

Manuel de Teffé

Masterclass con David Lynch

Manuel de Teffé set con David Lynch

Avevo 19 anni e il liceo Pio IX mi aveva appena sfornato. Un giorno, diretto all’Accademia di Belle Arti dove studiavo tutto contento scenografia, il mitico autobus 62 apparve con ben 45 minuti di ritardo, mi caricò ma decise di non passare per Corso Vittorio Emanuele tagliando invece per il Lungotevere. Non so perché resistetti a tutto quel ritardo, poichè se c’era una cosa che non riuscivo a digerire era vedere la gente sforare anche di soli quindici minuti a un qualsiasi appuntamento. Ma quel giorno provvidenzialmente resistetti. All’altezza di piazza Navona vidi un riflettore gigante posizionato vicino al Bar Navona e scesi alla fermata successiva per andare subito a capire di cosa si trattasse. C’era Tonino Delli Colli, storico direttore della fotografia italiano che stava mettendo a punto la sua strategia di illuminazione, mi disse che l’indomani David Lynch avrebbe girato uno spot per la Barilla, come attori ci sarebbero stati Gerard Depardieu e Alessia Merz. E l’indomani, naturalmente, io ero già lì all’alba per chiedere a Lynch se potevo rimanere sul set e studiare il suo lavoro: mi regalò la masterclass con simpatia. Di slancio e con quella semplicità tipica dei grandi, il regista di Twin Peaks disse mi diede un sì deciso sembrando pure divertito dalla mia presenza. Passammo due giorni molto interessanti con Gerard Depardieu che si alzava dal bar per andare a soccorrere la gente che cadeva vicino a lui in bicicletta e a cucinare poi un piatto di spaghetti per “rincuorarla”. Quasi nel punto dove caddi io stesso in bici da bambino…La cosa mi sembrava incredibile. A contatto con Lynch, mi parve presto chiara subito una cosa: la differenza abissale tra i registi italiani che andavo via via conoscendo e questo americano. David, nella sua follia sognatrice era un uomo molto gentile e sereno, i nostri uomini romani dello spettacolo mi sembravano invece narcotizzati da un’inspiegabile sensazione di potere sulle vite degli altri. Poterino, non potere.

Grazie David per la quella libertà interiore che travasavi rendendo tutto leggero.

Manuel de Teffé

Protected: Andrea Quattrini e Balthazar management presentano un film di Manuel de Teffé

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La leggenda della luce di tiglio

Photo by Manuel de Teffé

– Papà, papà! C’è la luce di tiglio in cucina!

– La luce di tiglio?

– La luce di tiglio! Facciamo una foto con la tua nuova camera?

– Che luce di tiglio? Non ci sono tigli in cucina…

– Di tiglio! La luce di tiglio papà! Quella che ti piace! Subito se no poi è tardi!

– Ah! Di taglio! La luce di taglio, che di tiglio!

– Sì di taglio! Scusa, facciamo la foto.

– Adesso no che ho da fare.

– Allora dico a mamma che ti sei comprato una nuova camera.

– Click

Manuel de Teffé

I romani mascherati, schizzi fulminei passeggiando per Roma

In questo pesantissimo periodo di Covid, zona Ottobre 2020, riobbligati a mettere le mascherine anche per strada, i romani diventano ancora più ineffabili di come sono. Quando sono in fila a la posta, al bar a Borgo a Pio prendere un caffè o camminando per strada, non posso fare a meno di osservarli e schizzare velocemente… prima che si rendando conto che li sto caricaturizzando al volo. Sembra si sentano tutti sono una gigantesca candid camera collettiva. Sarà vero? Non sarà vero? “Hai visto mai…”

Buon Ottobre a tutti,

Manuel de Teffé

Riscoprendo l’essenza della fotografia grazie al Lockdown e a Sigma.

Giulia de Teffé portrayed by Manuel de Teffé

L’introspezione internazionale che il Lockdown ha innescato, ha permesso a ogni artista desideroso di approfondire la propria arte e mestiere di rifare il punto sullo stato della sua passione in modo assolutamente unico. Come Writer/Director, ho pensato fosse giunto il momento di donare del tempo anche alla ricerca fotografia, concentrandomi sulla sua essenza. Da marzo 2020 in avanti dosavo il mio tempo tra scrittura e fotografia, arrivando a grandi momenti di gratificazione artistica. Per quanto riguarda la fotografia sono andato indietro alla sua essenza: stanco dei sensori bayer, del 35mm e delle ottiche cliniche pluristellate, mi sono diretto verso il medio formato ritornando all’unica macchina fotografica che mi ha dato gioia: la Sigma e il suo sensore Foveon. La Sigma ha una filosofia semplice: un sensore eccezionale + una lente eccezionale, non sta tra i primi della classe e non segue le mode. Nei mesi scorsi ho dunque scattato molto con la fuoriclasse Sigma Merril DP3: una macchinaccia del 2012 impossibile da usare, poco luminosa, sfiorare i 400 iso significa addirittura buttare la foto, bisogna restare nei 200. Ma se lavori bene con la luce, e la fotografia è catturare la luce, la luce che attraversa il suo obbiettivo fisso di 75mm scolpisce qualcosa di unico sul sensore, perché non si tratta di un bayer, ma di un’opera d’arte che vede come l’occhio umano e trasfigura l’immagine. Queste immagini che mostro, ( La bambina è mia figlia Giulia, i due uomini sono 2 grandi artisti, uno l’ attore italiano Giorgio Colangeli con il quale sto lavorando, e l’altro il pittore tedesco Wolfang Klaus Maria Friedrich) sono state scattate e pubblicate senza ricorrere a correzione colore o a nessuna alterazione in post produzione. Difficile da credere ma vero. E nel caso in cui non ci crediate… venitemi a trovare.

Buona essenza della fotografia a tutti!

Manuel de Teffé

Giulia de Teffé portrayed by Manuel de Teffé
German painter portrayed by Manuel de Teffé
Giorgio Colangeli portrayed by Manuel de Teffé
“German strawberries” – by Manuel de Teffé
“Tired rose” – by Manuel de Teffé

Protected: Il piatto di Baltimore e gli angeli dei bigodini verdi

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