Casa

Reputo la fotografia un miracolo. Considero la possibilità di filmare un evento straordinario. Questa è Sabaudia, un’ora e mezzo da Roma. Uno dei più bei litorali esistenti al mondo dove ho abitato dai cinque ai sei anni, in una casa a 10 metri dalla riva, dove quando pioveva avevamo l’acqua in casa, ma per noi era pura avventura. Ieri, scouting for location, son tornato e ho ritrovato uno di quei tronchi che ricordavo da bambino, quando il mare faceva trovare queste sorprese di legno incagliate sulla spiaggia come oggetti misteriosi, che sembravano provenire da altri pianeti. La fascinazione che ha per me poter filmare e archiviare su pellicola ciò che vedo è inestimabile e sono grato a Dio per questo miracolo che mi fa sognare

Serata Monografica del canale Mediaset Cine34 dedicata a Anthony Steffen/Antonio de Teffé

Ringrazio il Gruppo Mediaset e particolarmente tutti a Cine34 Mediaset per la serata speciale monografica di oggi dedicata a Anthony Steffen/Antonio de Teffé, che vede alle 21:00 “Pochi Dollari per Django” dell’inossidabile Enzo Castellari, e a seguire alle 22:47 “Django il bastardo” del mitico Sergio Garrone, film scritto anche da mio padre. Grazie a tutti per il grande lavoro e questa serata storica. A più tardi!

Manueld e Teffé

Caravaggio 8K – L’arte perduta dei tableaux vivants

Sono felice di annunciare che dopo l’estate avrò l’onore di dirigere un film documentario storico sull’arte perduta dei “tableax vivants” eseguiti in modo esemplare e unico dalla compagnia Ludovica Rambelli Teatro. La compagnia, nota per il suo rigore artistico e una filosofia di lavoro e verità iniettate dalla compianta regista e drammaturga Ludovica Rambelli, non ha mai concesso interviste a nessuno e, benché corteggiata, ha fin’ora evitato tutti i vari inviti televisivi offerti. Ringrazio Dora De Maio, direttrice della compagnia, che mi ha scelto per la realizzazione di tale opera. Il titolo provvisorio del film documentario è “Caravaggio 8K: the living pictures”. Presto nuovi dettagli.

Manuel de Teffé

Il mio storyboard sulla sequenza del martirio in “For Greater Glory”

Storyboard di Manuel de Teffé

Ho appena finito tre mesi di intenso insegnamento alla scuola cinematografica DBIMA di Parigi. Il mio corso, che ormai ripropongo accademicamente per la quarta volta, ha come titolo “Storia e tecnica del montaggio cinematografico”. Ho dunque pensato di caricare sul mio blog questa sequenza di uno storyboard che disegnai anni fa per “For Greater Glory”, il film storico con Andy Garcia, Peter O’Toole ed Eva Longoria su una pagina buia della storia del Messico. Le musiche per lo storyboard furono composte dal maestro Gabriele Croci. Un film che mi vide 4 mesi alacremente impegnato nella scrittura dei trattamenti cinematografici per la New Land film. Avevo pronte le valige per andare a dirigerlo… tuttavia, molti passaggi della sceneggiatura che lessi (Non scritta da me per logiche di mercato statunitensi) non mi convincevano per via di una drammaturgia che strizzava l’occhio a vicende marginali e contorte. Lo spiegai al produttore e la regia passò al capo degli effetti speciali de “Le Cronache di Narnia”. Ferito, ma con la coscienza a posto. Tuttavia, lo feci negli anni successivi distribuire in Italia e in Francia: Il doppiaggio italiano della Fonoroma è geniale, oserei dire superiore all’originale. Se vi capita, vedetelo, vi farà apprezzare il significato più autentico della parola libertà. la sequenza illustra il martirio del bambino José del Rio, che ebbe un coraggio sconvolgente… Dove andare a pescare questa pagina storica quasi sconosciuta? Cliccate su Google la parola “Cristiada” e vi si aprirà un mondo…

Manuel de Teffé

Writer/Director

We remember

Oggi, per “La Giornata della Memoria”, condivido alcune delle tavole che ho disegnato per l’opera “Le filastrocche della nera luce” di Giuseppe Manfridi. Opera che racconta l’olocausto in modo nuovo e terribile. Nuovamente in diretta stasera dal canale YouTube dell’ass. Araba Fenice. Manfridi, vide i miei storyboard e mi convinse a illustrare la sua opera nonostante una mia ritrosia iniziale. Per non dimenticare. Manuel de Teffé

Insegnando a Parigi:

Teaching at Dbima

La Dbima di Parigi, una nuova Accademia di Cinema e Media organizzatissima, mi ha offerto l’insegnamento di un doppio corso: “Storia del Cinema ” e “Tecniche del Montaggio Cinematografico”. Grazie al Cielo, per ora le lezioni si tengono ovviamente online, Parigi mi vedrà appena la situazione Covid diventa sostenibile. Si tratta della mia quarta esperienza di docenza accademica, la prima in remoto. Un corso per l’università avanzato che ho messo a punto nel tempo e basato su un mio manuale che al momento opportuno vedrà la stampa. Questo lunedì mi sono dunque ritrovato davanti a uno schermo pieno di ragazzi mascherati e, sembrandomi tanti banditi pronti a rapinare un treno, la cosa mi ha molto divertito. L’ho anche trovata di buon auspicio, data la mia legacy western. E se putacaso mia figlia dovesse entrare vestita da giraffa proprio mentre sto presentando “Nascita di una Nazione” di Griffith, ho pronto un cappello alla Jamiroquai che mi metterò in testa per essere solidale con lei, e sdrammatizzare. Non sia mai che pensi sia meno importante della Francia.

Manuel de Teffé

Masterclass con David Lynch

Manuel de Teffé set con David Lynch

Avevo 19 anni e il liceo Pio IX mi aveva appena sfornato. Un giorno, diretto all’Accademia di Belle Arti dove studiavo tutto contento scenografia, il mitico autobus 62 apparve con ben 45 minuti di ritardo, mi caricò ma decise di non passare per Corso Vittorio Emanuele tagliando invece per il Lungotevere. Non so perché resistetti a tutto quel ritardo, poichè se c’era una cosa che non riuscivo a digerire era vedere la gente sforare anche di soli quindici minuti a un qualsiasi appuntamento. Ma quel giorno provvidenzialmente resistetti. All’altezza di piazza Navona vidi un riflettore gigante posizionato vicino al Bar Navona e scesi alla fermata successiva per andare subito a capire di cosa si trattasse. C’era Tonino Delli Colli, storico direttore della fotografia italiano che stava mettendo a punto la sua strategia di illuminazione, mi disse che l’indomani David Lynch avrebbe girato uno spot per la Barilla, come attori ci sarebbero stati Gerard Depardieu e Alessia Merz. E l’indomani, naturalmente, io ero già lì all’alba per chiedere a Lynch se potevo rimanere sul set e studiare il suo lavoro: mi regalò la masterclass con simpatia. Di slancio e con quella semplicità tipica dei grandi, il regista di Twin Peaks disse mi diede un sì deciso sembrando pure divertito dalla mia presenza. Passammo due giorni molto interessanti con Gerard Depardieu che si alzava dal bar per andare a soccorrere la gente che cadeva vicino a lui in bicicletta e a cucinare poi un piatto di spaghetti per “rincuorarla”. Quasi nel punto dove caddi io stesso in bici da bambino…La cosa mi sembrava incredibile. A contatto con Lynch, mi parve presto chiara subito una cosa: la differenza abissale tra i registi italiani che andavo via via conoscendo e questo americano. David, nella sua follia sognatrice era un uomo molto gentile e sereno, i nostri uomini romani dello spettacolo mi sembravano invece narcotizzati da un’inspiegabile sensazione di potere sulle vite degli altri. Poterino, non potere.

Grazie David per la quella libertà interiore che travasavi rendendo tutto leggero.

Manuel de Teffé

Protected: Andrea Quattrini e Balthazar management presentano un film di Manuel de Teffé

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La leggenda della luce di tiglio

Photo by Manuel de Teffé

– Papà, papà! C’è la luce di tiglio in cucina!

– La luce di tiglio?

– La luce di tiglio! Facciamo una foto con la tua nuova camera?

– Che luce di tiglio? Non ci sono tigli in cucina…

– Di tiglio! La luce di tiglio papà! Quella che ti piace! Subito se no poi è tardi!

– Ah! Di taglio! La luce di taglio, che di tiglio!

– Sì di taglio! Scusa, facciamo la foto.

– Adesso no che ho da fare.

– Allora dico a mamma che ti sei comprato una nuova camera.

– Click

Manuel de Teffé

I romani mascherati, schizzi fulminei passeggiando per Roma

In questo pesantissimo periodo di Covid, zona Ottobre 2020, riobbligati a mettere le mascherine anche per strada, i romani diventano ancora più ineffabili di come sono. Quando sono in fila a la posta, al bar a Borgo a Pio prendere un caffè o camminando per strada, non posso fare a meno di osservarli e schizzare velocemente… prima che si rendando conto che li sto caricaturizzando al volo. Sembra si sentano tutti sono una gigantesca candid camera collettiva. Sarà vero? Non sarà vero? “Hai visto mai…”

Buon Ottobre a tutti,

Manuel de Teffé