Il 7 marzo 2025 “C’era una volta a Roma” è entrato ufficialmente nella storica biblioteca del Collegio Ampleforth in Inghilterra. Un baldo giovane del College è stato incaricato di posizionare il libro su una mensola. Commosso di questa ospitalità e divertito al pensiero che, un giorno, qualche studente potrebbe trovare in una biblioteca super British uno spaccato del costume italiano/romano degli anni 60… Un grazie ad Ampleforth per questa accoglienza calorosa! Manuel de Teffé https://www.ampleforthcollege.org.uk/
Il leggendario Gianni Garko, seduto accanto a me durante la presentazione di “C’era una volta a Roma” a Cavallino Treporti, Città Metropolitana di Venezia, parla al pubblico del mio romanzo… ed io, conscio del momento storico, non posso fare a meno di riprenderlo… Grazie Gianni della tue parole…
Una delle bellezze del periodo di post pubblicazione di un libro è l’inizio di una relazione con lettori fino a quel momento sconosciuti… Riporto, col suo permesso, un pensiero di Svetlana Svilenova, una professoressa bulgara di lingua russa e letteratura russa, bulgara e occidentale che vive a Kotel, in Bulgaria. La signora ha letto il libro, mi ha contattato su Facebook e mi ha regalato un pensiero. Mi sono commosso. Ecco, lo pubblico qui… Buona letttura, Manuel de Teffé
Buon anno a tutti! “C’era una volta a Roma” prosegue la sua cavalcata nel 2025 con una bella novità: il romanzo avrà anche una versione in inglese… Io ringrazio ancora di cuore tutti i lettori che mi hanno accompagnato nel “dopo libro” con parole commoventi. Soprattutto un ringraziamento speciale alla mia casa editrice Readaction Editrice Roma e a Corrado Passi, che ha voluto che l’opera fosse pubblicata nella sua interezza, esattamente come l’ho presentata. Un miracolo editoriale moderno… Bene! Vi auguro un ottimo anno!
Lo scrittore Giuseppe Manfridi, una delle migliori penne esistenti al mondo, ha appena presentato sulla sua pagina Facebook, “C’era una volta a Roma”. Il romanzo continua il suo viaggio… Ci vediamo presto in quel di Venezia, anche insieme a questo gigante della letteratura. Buona estate a tutti! Manuel de Teffé
Felice di poter annunciare che a inizio settembre, durante il giorni del Festival di Venezia, potrò presentare “Cera una volta a Roma” in quel di Venezia. Tra gli ospiti che interverranno: il drammaturgo Giuseppe Manfridi e l’attrice Cristina Chinaglia… Tra qualche settimane saprete di più… Molto commovente come attorno a quest’opera, lentamente, si stia creando una comunità speciale… Buona estate a tutti! Manuel de Teffé
Ho recentemente avuto a Parigi un incontro molto interessante con la dottoressa Sara Lombardozzi, esperta di comunicazione. Sono quegli incontri nei quali capisci cosa accade quando un’opera esplode senza cercare consensi di nessun genere. E allora accade qualcosa di unico, che il lettore ti intrattiene raccontandoti la storia che hai scritto… e tu ascolti e vuoi sapere di più… Mi ricordo i lunghi pomeriggi estivi da ragazzo passati a leggere i libri in balcone a Roma, tra i momenti più belli della mia vita, in cui grazie a scrittori che avevano dovuto narrare una storia che avevano nel cuore io potevo esplorare mondi da fermo… Riporto quanto Sara ha scritto su Linkedin, per chi volesse leggere.
“#Ceraunavoltaaroma è molto più di quanto promette: è un romanzo storico, istruttivo, filosofico, comico, ma soprattutto è un faro di speranza sul futuro.
Partendo dal contesto degli anni ’60, oggi di indubbia attualità, il libro ci racconta storia, vita, sogno non solo dei suoi protagonisti ma di ognuno di noi.
È una mappa interattiva da completare, scomporre e ricomporre e l’autore, come un Virgilio, ci prende per mano guidandoci, generoso e senza mai imporsi, attraverso un’intricata rete di uadi (dall”arabo wādī) che si rivelerà essere un viaggio introspettivo e dantesco alla ricerca della bellezza.
Essa risiede nella purezza dell’intenzione, nella verità che si nasconde nel profondo del nostro silenzio, come nella recitazione che “è tutto tranne la parola”.
Mi viene così naturale ricordare le riflessioni contenute in “morire vivendo” del maestro spirituale Vimala Thakar perché il silenzio è anche la base dell’atto meditativo e per trovarlo bisogna riuscire a “morire a sé stessi”, “destrutturarsi” e “dimenticarsi” per ritrovare la bellezza e affrontare con essa le guerre dentro e fuori di noi.
Come i protagonisti di questa storia avvincente, non saremo soli lungo il cammino, perché la vita, presto o tardi, ricongiungerà le anime affini affinché possano “rimettersi in carreggiata” l’un l’altra, guidate da altruismo, fedeltà, costanza e senso di comunità.
E se è vero che “i grandi amori iniziano dosati”, così anche quello per la vita crescerà in chi l’ha perso o ancora deve trovarlo”.