Le cose belle

Domenica, giorno di riposo, riflessioni e riordini… Mi sembra che il tempo con l’introduzione dell’intelligenza artificiale abbia avuto una svolta particolare. Innanzitutto divideremo la storia della letteratura tra ciò che è stato scritto prima del 2026 e quello che sarà scritto dopo il 2026… Impressionante vedere l’uso che già si sta facendo nello scrivere libri e ringrazio il Cielo di aver potuto scrivere il mio romanzo C’era una volta a Roma prima di “data spartiacque”… Poi vedo che subissati da una marea di immagini senza precedenti e flussi senza requie di notizie di ogni tipo generate con l’ai, diverrà rivoluzionario il tempo trascorso protetto da questa valanga comunicativa senza pietà. Stamani, riordinando, ho trovato questa bella lettera che voglio condividere con voi. Perché la voglio condividere? Beh, dopo aver pubblicato il romanzo ho pensato di mettermi in comunicazione con gli istituti di cultura italiani all’estero… Tali istituti purtroppo si comportano spesso secondo quelle logiche pigre che attanagliano l’Italia e non danno riscontri forti ma si chiudono in bunker autoreferenziali.

Un po’ deluso da tali comportamenti decisi l’anno scorso di fat partecipe del mio romanzo la Società Dante a Alighieri di Düsseldorf, nella persona della presidente Beatrice Santini, che dopo aver letto il romanzo di è fatta promotrice dell’opera organizzando quest’anno, dopo il Premio Italofonia, di un vero e proprio festival culturale cucito addosso a questa pagina di costume italiano mai affrontata prima…

Il nome del festival divenne addirittura: La Dolce Vita si tinge di West” il sottotitolo, appunto, di C’eranuna volta a Roma.

La Società Dante Alighieri mi ha poi dunque organizzato una successiva presentazione presentazione a Budapest, della quale non ho ancora avuto il tempo di parlare… Per dire come questa organizzazione culturale faccia le veci in modo brillante degli Istituti di cultura italiani che non offrono, secondo me, quelll tipo di scambio umano opportuno per un rilancio fruttuoso e continuo della cultura italiana all’estero.

Ecco, dunque che nessuno si scoraggi, le cose belle arrivano alle persone belle che le rimettono in circolo… al momento opportuno.

Grazie ancora a Beatrice Santini e a tutta La Dante Alighieri che lavorano così bene nel mondo.

Manuel de Teffé

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